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Le "cronache magliaie" narrano che il primo telaio iniziò a funzionare nel 1589 in Inghilterra per opera del reverendo William Lee, "magister theologiae" senza lavoro. Si dice che fù mosso alla geniale invenzione dal desiderio di alleggerire e rendere più produttiva la faticosa attività della sua giovane sp osa, la calzettaia Mary Paston.

Quel "mitico" primo telaio aveva la capacità di realizzare 16 file di maglia nel tempo impiegato da una magliaia esperta a riempire un solo ago. Allora fù vista come una minaccia per l'occupazione e quindi come possibile fonte di tumulti e disordine sociale.

La regina Elisabetta sollecitata da Lord Hunsen ad elargire il beneficio di una "patente reale" all'inventore rispose:"amo troppo i miei poveri sudditi che ottengono il loro pane con il lavoro a maglia per poter spendere denaro ed onore a vantaggio di una invenzione che tende alla loro rovina privandoli del lavoro e facendo di loro degli straccioni"

 Nel 1657 il governo repubblicano di O. Cromwell dava finalmente la licenza d'operare alla "Compagnia dei Calzettai a telaio"di Londra e varava misure di polizia e dazi per impedire l'esportazione dei preziosi telai. L'intervento era però tardivo , già nel 1656 era stato installato a Parigi il primo telaio p er calze che Colbert, primo ministro del Re Sole, era riuscito a far copiare in segreto da un suo emissario. Ancor più rapida era stata la Repubblica di Venezia che nel 1614 si era assicurata i servizi di uno dei collaboratori di William Lee, sbarcato a Piazza san Marco con uno dei primi telai.

Esiste un curioso legame tra le calze e fiumi, la storia, o forse la leggenda, vuole che le prime calze siano comparse in Mesopotamia, la terra che per antonomasia, sta tra due fiumi. La cronaca contemporanea rivela che il distretto manifatturiero di calzetteria e maglieria più importante in Europa è quella parte della pianura padana delimitata dai fiumi Oglio, Mincio e Po, ancora oggi infatti un fitto tessuto di aziende medio piccole continua a tenere viva la tradizione manifatturiera italiana: Max Mara, Girardi calze, Filo d'Oro, Lubiam, Corneliani, Franco Bombana, ecc.

Quel telaio sbarcato nel 1614 a Venezia ha trovato in queste terre, quella abilità, quella fantasia e quella attitudine all'imprenditoria diffusa che è patrimonio della mentalità degli industriosi abitanti della bassa padana e che tuttora rende quelle zone la patria della calzetteria italiana.